2004

LA SCOPERTA DEI CARONI

Il racconto di Luca Gargano

 

Dal 2002 al 2004 organizzo insieme al fotografo Fredi Marcarini e a Urska Puspan diversi viaggi nei Caraibi e nelle Americhe, per preparare la documentazione per un libro sui rum. Il Dicembre 2004 atterriamo all’ aeroporto di Trinidad per visitare le due distillerie ancora in attività sull’isola: Angostura e Caroni. Dopo aver visitato e fotografato Angostura, ci rechiamo in taxi alla distilleria Caroni, di propietà statale, situata tra la capitale e l’aeroporto Piarco. Quando arriviamo davanti ai cancelli, ci troviamo davanti a un panorama da “day after”: erba alta che ricopre le rotaie su cui veniva trasportata la melassa alla distilleria, la costruzione contenente le colonne di distillazione, pendente come la torre di Pisa…un disastro inaspettato! Ci avviciniamo al cancello d’entrata ed in lontananza vediamo una donna e cerchiamo di attirare la sua attenzione gridando. La donna si avvicina al cancello e ci spiega che il governo ha chiuso l’anno precedente l’ultimo zuccherificio in attività sull’isola, mettendo sulla strada 13.000 lavoratori, e che quindi la distilleria non avendo più melassa disponibile a dovuto chiudere. Chiedo se per caso fosse rimasto qualche barile ancora da imbottigliare…La signora  mi guarda ed esclama:”What??? Come with me!”Passando tra macerie ed erba alta arriviamo davanti ad un grande magazzino; quando la signora apre le porte non posso credere ai miei occhi!! Centinaia, forse un migliaio di botti sono accatastate nel magazzino…”ma, sono del 2003?” chiedo  incredulo. “what? Nooo..are1983,1984,1985…” risponde la signora. Sono senza parole. Neanche in un sogno avrei potuto immaginare una scoperta così!

Ho già l’aereo prenotato per la mattina dopo. Chiedo quindi a Fredi che deve continuare il suo viaggio fotografico di incontrare il giorno dopo il liquidatore della distilleria Rudy Moore e se possibile di ritornare con i campioni delle diverse annate. Nei primi giorni del 2005 ricevo i campioni ed i prezzi. Caroni è in liquidazione e Rudy Moore vuole vendere tutti i barili. Parlo con Yesu Persaud della Demerara Distillers; anche lui ha ricevuto l’offerta ma giudica il rum troppo “heavy” per essere parte di un blend Demerara. Degusto i campioni. Sono rum molto ricchi di esteri, con note di acetone ma estremamente caratteristici ed unici…me ne innamoro…penso che non piaceranno a tutti ma faranno sballare molti appassionati. Sento che deve restare in bottiglia a pieno grado o comunque a una gradazione elevata; non posso mettere la cravatta a un rasta. Un rum così ricco in esteri, aldeidi e alcool superiori è da prendere così come esce dal barile, senza riduzioni di grado. O lo si ama o lo si detesta. Acquisto inizialmente tutti gli anni 80 con la sorpresa del 1974 e pur essendo una decisione  commercialmente rischiosa imbottiglio a barrel proof. Decido anche, contro il parere di tutti i miei collaboratori di usare le immagini in bianco e nero scattate da Fredi Marcarini durante il viaggio. Sino al 2004 nessun distillato era stato commercializzato con un etichetta fotografica,cma avendo scoperto questo immenso stock inaspettatamente e in diretta fotografica mi sembrò che la cosa più naturale ed autentica fosse quella di usare le foto relative al nostro viaggio. Tutti i dubbi riguardanti etichette e grado alcolico vennero immediatamente dissipati dall’immediato successo dei primi imbottigliamenti.